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Counter | 14 Settembre 2011
Il Papa denunciato alla Corte dell’Aja “Ha protetto i pedofili”
Un’associazione americana di vittime dei preti pedofili ha denunciato il Papa e tre alti esponenti del Vaticano alla Corte penale internazionale dell’Aja, con l’accusa di aver coperto crimini contro l’umanità. E’ stato depositato un fascicolo di 20mila pagine che sostengono il Vaticano abbia “tollerato abusi e molestie su minori in tutto il mondo” e abbia “protetto i responsabili per anni”. Sotto accusa Bendetto XVI, il segretario di StatoTarcisio Bertone, il suo predecessore Angelo Sodano e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede William Levada.
La denuncia è stata presentata dall’associazione Survivors Network of those Abused by Priests (Snap), con l’aiuto degli avvocati della Ong per i diritti umani, anch’essa americana, Center for Constitutional Rights (Ccr). L’accusa più grave è rivolta direttamente a Benedetto XVI, di cui si chiede l’incriminazione per la sua “diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l’umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo”. Secondo lo Snap, il Vaticano si sarebbe macchiato del crimine di aver coperto per anni queste violenze e protetto i preti responsabili. Per l’associazione si tratta di uno “storico passo” per proteggere “tutti i bambini innocenti e gli adulti vulnerabili” del mondo.
Germania, Stati Uniti, Olanda e Belgio: sono i Paesi i cui scandali su Chiesa e pedofilia sono stati presi in considerazione dai membri del Snap. Soltanto in Belgio il cosiddetto “affaire Dutroux” aveva portato a galla lo corso anno 475 denunce per reati di pedofilia commessi da preti, insegnanti e capi di movimenti giovanili. Una commissione appositamente creata dalla Chiesa belga ha rivelato che “la maggior parte delle vittime aveva all’incirca 12 anni”, ma “che una vittima ne aveva 2, cinque ne avevano 4, otto ne avevano 5 e dieci 7”. Secondo le verifiche svolte dalla commissione, 102 degli abusi sono stati commessi dai membri di una delle 29 congregazioni religiose presenti in Belgio”.
“Il papa e i gli altri tre cardinali sono responsabili direttamente occupando i gradini più alti della gerarchia ecclesiastica”, sostiene l’associazione Snap. Insomma “tutte le strade portano a Roma”, ha affermato l’avvocato del (Ccr), Pamela Spees. Per raccogliere maggiori informazioni sugli scandali pedofili in Europa, lo Snap si appresta a fare il giro delle maggiori città, si legge in un comunicato: Amsterdam, Bruxelles, Berlino, Parigi, Vienna, Londra, Dublino, Varsavia, Madrid e infine Roma, dove intende “portare la sua denuncia alle porte del Vaticano”.
Il ricorso presentato all’Aja verrà adesso esaminato dal procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, che dovrà decidere se accoglierlo o meno. La possibilità più probabile è che la Corte decida di aprire un’indagine preliminare per verificare se il caso è di sua competenza. La Corte penale internazionale de l’Aja è un tribunale per crimini internazionali diventata operativa nel 2002 grazie a un trattato costitutivo sottoscritto proprio a Roma. Si occupa dei crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come i genocidi, i crimini contro l’umanità, quelli di guerra e di aggressione. L’ultimo atto della Corte è stato il mandato d’arresto nei confronti di Muammar Gheddafi per la repressione della rivolta in Libia. Tramite : Il fatto quotidiano 02 Giugno 2011
Pedofilia: Vaticano citato in giudizio(ANSA) - BRUXELLES, 1 GIU - Le vittime dei preti pedofili in Belgio hanno avviato un'azione giudiziaria contro il Vaticano e i vescovi del loro Paese. Lo hanno confermato gli avvocati di un'ottantina di persone coinvolte nella vicenda. 15 Maggio 2011
Arresto parroco, sospeso dalla Curia(ANSA) - GENOVA, 14 MAG - La curia di Genova ha disposto la sospensione di don Riccardo Seppi,arrestato per pedofilia, dal ministero pastorale e la revoca dall'ufficio della confessione.Nella chiesa di S.Spirito e' stato letta una nota del card Bagnasco in cui esprime 'sconcerto e dolore' per la vicenda e la sua 'vicinanza ai familiari delle vittime'.Inoltre fa sapere di avere piena fiducia nella magistratura.Al momento il parroco e' accusato di 'comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti'. 05 Maggio 2011
L’omosessualità è curabile. Parola di monsignor Rigon
Psicoterapia per curare all'origine questo problema “Il problema dell'omosessualità è indotto perché non si nasce omosessuali: la nascita dell'omosessuale, nel senso di disfunzione ormonale o fisica, è rarissima”. Con queste parole il vicario giudiziale, monsignor Paolo Rigon, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Ligure, riapre l’annoso problema della visione cattolica dell’omosessualità. E ignorando, ancora una volta, che ormai dal 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità ha depennato l’omosessualità dalle malattie mentali e l’ha descritta come una variante naturale dell’orientamento naturale, si riaffaccia dal mondo cattolico la tesi della curabilità dell’omosessualità. Alla presenza dell'arcivescovo di Genova, e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, monsignor Rigon ha spiegato infatti che ''bisogna dunque prenderla dall'inizio, perché se presa dall'inizio, attraverso la psicoterapia, si può superare''. ''Se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza, se il problema si pone, è un problema che si risolve'', ha detto citando i risultati ottenuti in questo modo dal consultorio familiare della diocesi, mentre ''quando purtroppo l'omosessualità è incancrenita - ha concluso - è difficile''. Le associazioni Arcigay, Arcilesbica Genova e Gaylib Liguria stanno preparando due esposti, da presentare agli ordini dei medici e degli psicologi, sulle ''gravi affermazioni'' di monsignor Paolo Rigon. Il vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico della Liguria è accusato dalle associazioni di avere espresso ''posizioni antiscientifiche secondo cui l'omosessualità va affrontata come una patologia e curata con la psicoterapia''. “Nel caso si trattasse delle cosiddette Terapie Riparative - e' la reazione di Arcigay - si tratterebbe di un caso gravissimo, essendo queste rigettate dalle organizzazioni scientifiche, secondo le quali l'omosessualità è una variante naturale normale e positiva della sessualità umana e tali 'terapie' sono dannose per chi le subisce, oltre che prive di ogni risultato''. Per Mario Moisio, referente di Gaylib Liguria, e' ''gravissimo anche il fatto che sia menzionato un consultorio che affronterebbe questo 'problema' e che riuscirebe a 'risolverlo'''. A tale riguardo, Gaylib Liguria chiede che ''ogni dato, resoconto e informazione relativa alla pratica di tali terapie e dei loro risultati sia resa pubblica e discussa nelle sedi competenti con personale qualificato''. Si tratta, secondo l'associazione, di teorie che non hanno ''nulla di scientifico'' e che ''non vanno affatto sottovalutate - conclude Moisio - in virtu' della possibilita' di diffusione che posso avere negli strati di popolazione culturalmente meno preparata e meno consapevole''. Una esposto-denuncia arriverà anche all’autorità giudiziaria dalla Casa della Legalita' di Genova, una onlus, per le ''espressioni ingiuriose e intrinsecamente capaci di istigazione alla violenza privata per oggettiva concezione razzista''. A presentarlo sarà Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalita' di Genova, che chiede di ”valutare ogni iniziativa ritenuta idonea a impedire il possibile perpetuarsi dei comportamenti delittuosi”. Sulla Stampa il vaticanista Giacomo Galeazzi riporta, in proposito, le tesi del teologo Gianni Gennari e quelle del vescovo di Mazara, Domenico Mogavero. «L’esercizio della sessualità in versione omosessuale è – dice Gennari – una violazione della legge morale ebraico-cristiana, dunque è infondato il richiamo alla sua “naturalità”». La natura umana «non è una natura perfetta, bensì segnata dal limite della peccabilità». Il catechismo parla di peccato originale. «Certe azioni verrebbero “naturali” (invidia, ira, appropriazione delle realtà e delle persone altre a scopo di potere) ma sono peccati», sottolinea Gennari. Perciò «dire che l’esercizio della omosessualità è peccato è parte del dovere di verità nell’ambito religioso dell’etica cristiana». «Gli atti di omosessualità sono - dice il vescovo Mogavero - intrinsecamente disordinati e contrari alla legge naturale, dunque in nessun caso possono essere approvati, ma ciò non significa che con le persone omosessuali non debbano trovare ascolto e comprensione nella Chiesa». Nel maggio 2010, a pochi giorni da una conferenza a Brescia dal titolo "Identità di genere e libertà. Due giornate di formazione con Joseph Nicolosi" (psicologo americano noto per il suo impegno nella diffusione delle teorie riparative), l'Ordine degli psicologi della Lombardia ha tenuto a ribadire che "le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi". Il presidente dell'ordine, il dottor Mauro Grimoldi nella stessa occasione ha ricordato che "le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l’A.P.A. (American Psychological Association), di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.” “Pertanto – ha concluso Grimoldi – condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’.” 01 Agosto 2010
Papa/Gb: Fedeli Britannici Dovranno Pagare Per Vederlo(ASCA) - Roma, 29 lug - I cattolici britannici che sperano di poter vedere papa Benedetto XVI durante uno degli eventi pubblici del suo viaggio in Gran Bretagna, come la veglia di preghiera a Hyde Park o la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman a Birmingham, dovranno pagare per farlo. Lo riferisce la stampa anglosassone. Gli organizzatori della visita hanno infatti vietato ai fedeli singoli di partecipare 'in proprio' agli eventi papali: per farlo, e' necessario unirsi a un gruppo parrocchiale, guidati da un 'leader' del pellegrinaggio. Molti di questi gruppi, per il trasporto fino al luogo degli eventi papali, chiedono il pagamento di una quota fino a 25 sterline. In cambio, i fedeli riceveranno anche un 'kit del pellegrino' 02 Giugno 2010
Riciclaggio, rapporti con lo Ior sotto inchiesta dieci bancheROMA - Rapporti sospetti con lo Ior, la procura di Roma indaga su dieci banche. Gruppi del calibro di Unicredit e Intesa San Paolo, realtà più modeste come la Banca del Fucino fondata dai principi Torlonia, che ogni giorno scambiano operazioni per centinaia di milioni con l'Istituto opere di religione del Vaticano, "uno schermo" per i clienti, che si teme possa celare operazioni di riciclaggio. Perché dietro il bonifico o la transazione c'è soltanto un acronimo: Ior. Mai o quasi mai una persona fisica o giuridica. Origine e destinazione degli assegni risultano coperti dal diaframma della banca estera.
La Repubblica.it http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/01/news/riciclaggio_banche-4483288/ 19 Aprile 2010
E poi dicono che non c'è conflitto d'interessi...
EUCARESTIA PERMESSA A BERLUSCONI, AVVOCATO SCRIVE AL PAPA Perchè lui si mentre gli altri non possono? Questa la sinossi di una lettera che l'avvocato Giuseppe Fabio Fabiani, di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ha indirizzato a papa Benedetto XVI° in base alle riprese delle esequie di Raimondo Vianello dove si vede un sacerdote, filmato dalle telecamere di Mediaset, dare l'eucarestia al premier Silvio Berlusconi, divorziato dalla prima moglie e separato dalla seconda. E arriva subito la polemica sul notorio divieto, ai divorziati, di accedere al sacramento dell'eucarestia, regola che però non pare essere valida per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Scrive nella lettera indirizzata al pontefice: "Perchè non dare la possibilità di far ricevere la comunione a tutti gli altri comuni mortali che per vari motivi sono separati o sono stati costretti a separarsi o divorziare e da buoni cristiani soffrono per il divieto loro imposto? Ancora più quando in televisione vedono che vi è differenza di trattamento anche nella religione tra loro e alcuni privilegiati". L'avv. Giuseppe Fabio Fabiani chiede quindi a Papa Benedetto XVI° "di farmi conoscere privatamente o pubblicamente in base a quale privilegio Silvio Berlusconi è esonerato da detto divieto". Si ricorda che il Papa si era espresso sul tema, proprio in risposta a Berlusconi. La domanda fa riferimento a un articolo in cui il Pontefice disse testualmente: «Solo i “puri”, coloro che non sono macchiati dal “peccato”, possono ricevere l’ostia consacrata». «Il peccato grave – aveva proseguito Benedetto XVI – si oppone all’azione della grazia eucaristica”. Ricevere l’assoluzione prima di avvicinarsi all’eucarestia, è indispensabile per la religione cattolica. Assoluzione che può essere data solo se il fedele si assume l’impegno a non continuare nel peccato: per questo viene negata ai divorziati risposati che non rinunciano all’unione sessuale». 10 Aprile 2010
La verità viene a galla!Canada: Vaticano coprì prete pedofilo Si tratta di Bernard Prince,condannato nel 2005 a 4 anni carcere
09 aprile, 20:22 (ANSA) - WASHINGTON, 9 APR - Vaticano e vertici della Chiesa canadese hanno tentato negli anni '90 di tenere segreta il caso di un sacerdote accusato di pedofilia.
Lo scrive il giornale canadese The Globe and Mail raccontando il caso di Bernard Prince, che proprio per tenerlo lontano dal Canada,venne perfino trasferito a Roma dove divenne Segretario dell'opera missionaria.Il sacerdote, accusato dalla Polizia canadese di aver abusato di almeno 13 minori tra il '64 e l'84, venne condannato nel 2005 a 4 anni di carcere.
Stampa Usa accusa: Ratzinger nell'85 non rimosse prete
09 aprile, 20:59 NEW YORK - Nel 1985, anni prima di diventare Papa, il cardinale Joseph Ratzinger sconsigliò di ridurre allo stato laicale un sacerdote californiano che aveva molestato minori. E' quanto si legge sul Washington Post che - riprendendo una notizia dell'Associated Press - cita una lettera del 1985, firmata da Ratzinger, in cui si esprimevano preoccupazioni sugli effetti che la rimozione di un prete avrebbe avuto "per il bene della chiesa universale". La corrispondenza è stata ottenuta in esclusiva dall'Ap e secondo l'agenzia "rappresenta la sfida finora più forte all'insistenza che Ratzinger, l'attuale Papa Benedetto XVI, non giocò alcun ruolo nel blocco della rimozione dei preti pedofili quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede". La lettera è parte di anni di corrispondenza tra la Diocesi di Oakland e il Vaticano sull'opportunità di ridurre allo stato laicale padre Stephen Kiesle. Il Vaticano ha confermato all'Ap la firma di Ratzinger sulla lettera ma non ha voluto fare commenti sul contenuto. La diocesi di Oakland raccomandò nel 1981 la rimozione di Kiesle dal sacerdozio ma il caso languì per quattro anni in Vaticano prima che nel 1985 Ratzinger rispondesse al vescovo John Cummins. Nella lettera in latino del novembre 1985 Ratzinger scrive che gli argomenti per la rimozione di Kiesle sono di "grande significato" ma aggiunge che tali azioni richiedono attenta revisione e più tempo. Il cardinale chiede al vescovo di assistere Kiesle "con la maggior cura paterna possibile" in attesa della decisione, secondo una traduzione fatta all'Ap da Thomas Habinek, classicista della University of Southern California. Ma il futuro papa - sempre secondo l'Ap - notò che la decisione di spretare Kiesle doveva tener conto "del bene della chiesa universale" e del "danno che questa dispensa avrebbe provocato all'interno della comunità dei fedeli, particolarmente in considerazione della sua giovane eta". Kiesle all'epoca aveva 38 anni. Il sacerdote aveva già avuto problemi con la giustizia: nel 1978 era stato condannato a tre anni di libertà vigilata per atti osceni su tre ragazzi nella canonica di una chiesa di San Francisco. Alla fine del periodo di libertà vigilata, il prete aveva chiesto di lasciare il sacerdozio e la diocesi aveva inviato a Roma i documenti necessari. Kiesle venne finalmente spretato nel 1987. Un avvocato che rappresenta alcune delle vittim di Kiesle, Irwin Zalkin, ha detto di essere a consecnza della corrispondenza: 'Il Cardinale Ratzinger - ha dichiarato all'Ap - era più preoccupato di evitare lo scandalo che di proteggere i minori. Questo è un tema centrale".
23 Marzo 2010
Pedofilia, vescovo di Treviri: “la Chiesa ha insabbiato”
“Ne dobbiamo prendere atto con dolore”. Ackermann fra l’altro si è detto “ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati”. (ANSA) L’incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali, il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, in un’intervista ad un giornale ha ammesso che la Chiesa cattolica si è resa colpevole di “insabbiamento” o “occultamento” di crimini pedofili commessi in istituzioni religiose. “In base alle conoscenze che abbiamo attualmente c’é stato un insabbiamento”, ha dichiarato Ackermann in un’intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Rhein Zeitung sul suo sito internet. Nel rispondere alla domanda se “la Chiesa cattolica” si sia “resa colpevole di occultamento”, il vescovo ha aggiunto: “ne dobbiamo prendere atto con dolore. Dove non c’è stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c’è stato occultamento”. Stephan Ackermann, il vescovo di Treviri responsabile centrale per gli accertamenti sui casi di abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici su bambini e adolescenti in Germania, ha detto che – sebbene la questione non sia centrale – si sta valutando come risarcire le vittime di preti pedofili. “Ho ricevuto molte chiamate il cui senso è che il denaro non sia in primo piano”, ha riferito Ackermann in un’intervista alla Rhein Zeitung. “Ma la questione dei risarcimenti è ovviamente nell’aria”. Nel ricordare che è stato promesso “sostegno economico” a persone abusate che necessitano di “terapie” psicologiche, il capo-inquisitore tedesco ha aggiunto che “bisogna discutere se per le vittime vi debba essere una forma di riconoscimento materiale o immateriale”. Ackermann fra l’altro si è detto “ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati”. http://www.siciliamagazine.com/?p=1490
23 Gennaio 2010
La chiesa vuole dominare anche il web"(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN - Si apre una 'nuova
era', quella dell'evangelizzazzione del web: questo l'invito del
Papa lanciato alla Chiesa. 13 Dicembre 2009
Italia laica? i numeri dicono di noL'Italia è un paese laico? Altra postilla. Io mi chieso: se i vari cittadini italiani che tirano le cinghia per arrivare a fine mese, che pagano affitto, mutuo, bollette di gas luce acqua ecc ecc fossero a conoscenza dettagliatamente di tutte queste porcherie, continuerebbero a dare l'8 per mille alla chiesa e a votare i politici che continuano a convogliare i soldi dello stato nelle tasche vaticane con accondiscendenza bi-partizan? 23 Novembre 2009
Comunione negata a un figlio di Ted Kennedy "E' a favore dell'aborto"Washington - Il vescovo cattolico di Rhode Island, Thomas Tobin, ha negato a Patrick Kennedy, uno dei figli del senatore Ted Kennedy, il sacramento della comunione in quanto l'esponente del partito Democratico pur essendo di fede cattolica è favorevole all'aborto. Lo ha dichiarato lo stesso Kennedy in un'intervista pubblicata oggi sul sito del quotidiano del Rhode Island The Providence Journal. "Questa decisione - scrive il quotidiano - inasprisce in modo significativo un contenzioso in corso da tempo tra il vescovo Tobin, un ultraconservatore, e Parick Kennedy, uno dei figli della più famosa famiglia cattolica degli Stati Uniti". Stando a quanto riporta il quotidiano, Patrick Kennedy ha detto che Tobin gli ha negato il suo diritto di cattolico praticante a ricevere la comunione. "Il vescovo mi ha ordinato di non prendere la comunione e mi ha detto di aver ordinato a tutti i sacerdoti della sua diocesi di attenersi a questa indicazione" ha detto nell'intervista Patrick Kennedy, 42 anni, terzo figlio del senatore scomparso il 25 agosto scorso. L'intervista, precisa il giornale, è stata rilasciata venerdì scorso e pubblicata oggi. Secondo Patrick Kennedy, che è deputato alla Camera in rappresentanza del primo distretto del Rhode Island, il divieto a fare la comunione deriva dalla sua posizione favorevole all'aborto. "Il vescovo Tobin mi ha spiegato che non sono un buon praticante a causa delle posizioni che ho assunto come rappresentante pubblico", in particolare per quanto riguarda la difesa dei diritti di coloro che sono favorevoli all' interruzione di gravidanza. 19 Novembre 2009
Prete a luci rosse 17/11Ecco il video delle iene del 17/11 che è la continua dei video precedenti con l'intervista al prete 18 Novembre 2009
Prete a luci rossePublico il video delle iene sul prete a luci rosse 22 Ottobre 2009
Il lato oscuro di Madre TeresaPosto un video suggeritomi da Alessandro - Ilpiccoloinformatico che ringrazio 21 Ottobre 2009
Video delle Iene prete giocherelloneVi posto i video delle Iene delle puntate del 13/10 e del 20/10 su un prete a cui piace divertirsi 09 Ottobre 2009
Preti pedofili“Avveniva notte dopo notte. Nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni”. “Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia“. E ancora. “Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un’esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici“. “Avveniva nella sua stanza all’ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda“. “Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui. Nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato“. “A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia, il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata“. “Ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi. Anche sotto l’altare”. Settantatré casi di presunti abusi sessuali su minori in dieci anni, più di 235 vittime. Sono i dati allarmanti contenuti in un’inchiesta dell’Associated Press sugli scandali a sfondo sessuale che hanno coinvolto preti cattolici in Italia. Quello che ne emerge è una realtà di soprusi circondata per decenni da una cultura del silenzio, in un Paese dove la Chiesa è una delle istituzioni più rispettate, una realtà che però sta lentamente venendo alla luce grazie a un movimento che vuole smascherare e sradicare i colpevoli. Il conteggio dell’Ap è basato sulle cronache locali e sui siti e blog delle vittime di abusi. I numeri – osserva l’autrice dell’inchiesta, Nicole Winfield – sono ancora irrisori rispetto alle centinaia di casi all’esame dei tribunali statunitensi o irlandesi. Basti pensare che la Chiesa italiana finora è stata costretta a pagare soltanto qualche centinaio di migliaia di euro come risarcimento alle vittime, rispetto ai 2,6 miliardi di dollari calcolati per la diocesi americana e gli 1,1 miliardi di euro (1,5 miliardi di dollari) stimati per le vittime in Irlanda. Ma questo non significa che i casi di abusi italiani non abbiano ripercussioni, tutt’altro: con 50.850 preti su una popolazione di 60 milioni di abitanti, l’Italia ha più sacerdoti di tutto il Sud America o dell’Africa. Negli Stati Uniti – dove il Vaticano può contare su 44.700 preti per una popolazione di 300 milioni – dal 1950 ad oggi sono stati accusati di molestie a minori più di 4mila preti cattolici. I casi italiani, d’altronde, seguono più o meno lo stesso schema di quelli americani e irlandesi: spesso i sacerdoti hanno preso di mira poveri, disabili fisici o mentali, oppure tossicodipendenti affidati alle loro cure. L’Associated Press dedica ampio spazio al caso dell’Istituto Antonio Provolo di Verona, reso pubblico lo scorso gennaio da un’inchiesta dell’Espresso in cui risultava che decine di bambini e ragazzi sordi fossero stati violentati e molestati dagli insegnanti-sacerdoti almeno fino al 1984. Accuse sottoscritte da oltre sessanta fra ex alunni e alunne dell’ Istituto e rese pubbliche solo dopo le parole di condanna del Papa contro i sacerdoti pedofili. Purtroppo, tutti i reati che sono stati commessi ai danni di quei minori sono ormai prescritti e pur avendo testimonianze scritte e filmate alcuni di quei sacerdoti, ormai anziani, sono ancora in servizio nell’ Istituto. Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni, qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il ‘bello’ della sua classe. E solo ora tira fuori l’incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: “Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli“. Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato, molto famoso a Verona. Ma nell’indagine dell’ Ap si citano anche vicende di incitamento alla prostituzione o partecipazione a riti satanici. Su tutto, pesa l’incertezza della pena. Quando ci sono state sentenze giudiziarie, osservano, si è passati da due anni con la condizionale a otto anni di carcere, anche se “con l’ormai nota lentezza del sistema giudiziario italiano, non è dato stabilire quante di queste condanne verranno effettivamente scontate“. Quando invece si è trattato di patteggiare un risarcimento, le cifre variano dai 15mila ai 150mila euro per vittima. E troppo poco coraggio, quando si tratta di queste vicende, anche da parte dei media più indipendenti. In più c’è una certa ritrosia nelle piccole città italiane, dove non si parla di sesso e figurarsi di sesso fra un prete e un bambino. “E’ il top dei tabù” ha detto Jacqueline Monica Magi, il giudice che segue i casi di pedofilia “questo è il provincialismo dell’ Italia”. “Come avrei potuto dire a mio padre che un prete faceva sesso con me ?”, Alessandro Vantini, 59 anni, ha raccontato tutto all’ Ap con il linguaggio dei segni, “non potevi parlarne ai tuoi parenti perché loro ti avrebbero picchiato”. E Gianni Bisoli, 60 anni, ha accusato di prolungate molestie sessuali, monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona, morto nel 1981 e in odore di beatificazione. Un’inchiesta della diocesi di Verona scagiona Carraro, ma le testimonianze non riguarderebbero le presunte vittime e si limiterebbero a coinvolgere altri membri della Congregazione e loro affiliati, personale della scuola e documentazione interna. Il processo di beatificazione è stato sospeso, ma adesso è tutto nelle mani del Vaticano. L’attuale vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti inizialmente aveva accusato gli ex studenti di fabbricare menzogne, ma quando uno dei religiosi accusati ha ammesso le relazioni sessuali, si è visto costretto ad ordinare un’inchiesta interna. Il risultato ha accertato che alcuni abusi sarebbero avvenuti realmente. Nel 2002 quando scoppiò lo scandalo negli Stati Uniti, monsignor Betori aveva giustificato il non aver affrontato la questione nella Conferenza Episcopale, con il fatto che in Italia gli abusi sessuali fossero molto limitati. Ora, invece, i prelati italiani e il Vaticano sembrano aver capito che il problema è molto più serio. Monsignor Charles Scicluna della Congregazione per la Dottrina della Fede che segue tutti questi casi ha ammesso che le pubbliche denunce in Italia sono in aumento da quando è scoppiato lo tsunami negli States. “C’è un cambio di mentalità”-riferiscono dall’ Ap-“e questo può essere molto positivo”. “E’ accaduto”- dice Scicluna-“è importante che se ne parli, altrimenti non possiamo come Chiesa aiutare quelli che ne hanno bisogno. Vittime e carnefici”. Parliamone, aggiungiamo noi. Perché questi reati non cadano in prescrizione e perché chi li ha commessi possa essere giudicato da un Tribunale e non da una diocesi. O peggio, una Congrega. Di seguito posto alcuni video trovati nella rete (se non li vedete apparire basta aggiornare la pagina, comunque sono presenti nella mia videogallery). 16 Settembre 2009
Coro gay in parrocchia, arriva lo sfratto L'intervento dell'arcivescovo cita RatzingerUn coro gay che si riuniva per le prove nella sala di una parrocchia: l'esperimento ha avuto vita breve. Nessun problema di convivenza tra parroco e coro, neanche lamentele dei parrocchiani. Ma l'intervento dell'arcivescovo, che ha ricordato al parroco, citando addirittura Benedetto XVI, la posizione della Chiesa sull'omosessualità. Il coro «omofonico» Komos dovrà così lasciare la parrocchia. Ancora un trasloco, dopo che a metà luglio, tra le polemiche della Curia, la formazione canora gay composta da 25 uomini aveva ottenuto una sala prove all’interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara, nella peiferia della città. Dopo l’esordio a novembre nella sede dell’Arcigay bolognese, il coro, diretto da Paolo Montanari, aveva cambiato «casa» per problemi di acustica e dissapori con l’associazione. Montanari aveva allora bussato alla parrocchia della Beverara per chiedere una sala, una volta a settimana. Il parroco, don Nildo Pirano, classe 1937, aveva accettato dandogli anche la chiave del salone. Ma ieri sera lo stesso parroco ha dovuto dare la notizia dello «sfratto» al direttore Paolo Montanari. «Con dispiacere», ha aggiunto don Nildo nella lettera consegnata al direttore del coro. Corriere di bologna 11 Settembre 2009
Gay scomunicatiChierichetto gay si confessa a Ciao Darwin: scomunicato 08 Settembre 2009
Lecce, cambia sesso organista della cattedrale "Licenziato" dalla CuriaIl Giornale martedì 08 settembre 2009, 13:13
Lecce - Il cambio di sesso costa il posto al direttore del coro della cattedrale. Marco Della Gatta fino al 31 agosto scorso era organista e direttore del coro della cattedrale del capoluogo salentino, ma dall’anno scorso ha deciso di dare spazio a quel che sentiva dentro e ha deciso di cambiare sesso. Marco da donna ha deciso di chiamarsi Luana Ricci. Marco-Luana racconta di essersi diplomata al Conservatorio di Lecce nel 1984 e poi in musica jazz a quello di Bari e di aver poi lavorato dal '91 per l’attività musicale liturgica della Cattedrale.
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