14 Settembre 2011

Il Papa denunciato alla Corte dell’Aja “Ha protetto i pedofili”

Un’associazione americana di vittime dei preti pedofili ha denunciato il Papa e tre alti esponenti del Vaticano alla Corte penale internazionale dell’Aja, con l’accusa di aver coperto crimini contro l’umanità. E’ stato depositato un fascicolo di 20mila pagine che sostengono il Vaticano abbia “tollerato abusi e molestie su minori in tutto il mondo” e abbia “protetto i responsabili per anni”. Sotto accusa Bendetto XVI, il segretario di StatoTarcisio Bertone, il suo predecessore Angelo Sodano e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede William Levada.

 

La denuncia è stata presentata dall’associazione Survivors Network of those Abused by Priests (Snap), con l’aiuto degli avvocati della Ong per i diritti umani, anch’essa americana, Center for Constitutional Rights (Ccr). L’accusa più grave è rivolta direttamente a Benedetto XVI, di cui si chiede l’incriminazione per la sua “diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l’umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo”. Secondo lo Snap, il Vaticano si sarebbe macchiato del crimine di aver coperto per anni queste violenze e protetto i preti responsabili. Per l’associazione si tratta di uno “storico passo” per proteggere “tutti i bambini innocenti e gli adulti vulnerabili” del mondo.

 

Germania, Stati Uniti, Olanda e Belgio: sono i Paesi i cui scandali su Chiesa e pedofilia sono stati presi in considerazione dai membri del Snap. Soltanto in Belgio il cosiddetto “affaire Dutroux” aveva portato a galla lo corso anno 475 denunce per reati di pedofilia commessi da preti, insegnanti e capi di movimenti giovanili. Una commissione appositamente creata dalla Chiesa belga ha rivelato che “la maggior parte delle vittime aveva all’incirca 12 anni”, ma “che una vittima ne aveva 2, cinque ne avevano 4, otto ne avevano 5 e dieci 7”. Secondo le verifiche svolte dalla commissione, 102 degli abusi sono stati commessi dai membri di una delle 29 congregazioni religiose presenti in Belgio”.

 

“Il papa e i gli altri tre cardinali sono responsabili direttamente occupando i gradini più alti della gerarchia ecclesiastica”, sostiene l’associazione Snap. Insomma “tutte le strade portano a Roma”, ha affermato l’avvocato del (Ccr), Pamela Spees. Per raccogliere maggiori informazioni sugli scandali pedofili in Europa, lo Snap si appresta a fare il giro delle maggiori città, si legge in un comunicato: Amsterdam, Bruxelles, Berlino, Parigi, Vienna, Londra, Dublino, Varsavia, Madrid e infine Roma, dove intende “portare la sua denuncia alle porte del Vaticano”.

 

Il ricorso presentato all’Aja verrà adesso esaminato dal procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, che dovrà decidere se accoglierlo o meno. La possibilità più probabile è che la Corte decida di aprire un’indagine preliminare per verificare se il caso è di sua competenza. La Corte penale internazionale de l’Aja è un tribunale per crimini internazionali diventata operativa nel 2002 grazie a un trattato costitutivo sottoscritto proprio a Roma. Si occupa dei crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come i genocidi, i crimini contro l’umanità, quelli di guerra e di aggressione. L’ultimo atto della Corte è stato il mandato d’arresto nei confronti di Muammar Gheddafi per la repressione della rivolta in Libia.

Tramite : Il fatto quotidiano 

 
02 Giugno 2011

Pedofilia: Vaticano citato in giudizio

(ANSA) - BRUXELLES, 1 GIU - Le vittime dei preti pedofili in Belgio hanno avviato un'azione giudiziaria contro il Vaticano e i vescovi del loro Paese. Lo hanno confermato gli avvocati di un'ottantina di persone coinvolte nella vicenda.

Tags: pedofilia
 
15 Maggio 2011

Arresto parroco, sospeso dalla Curia

(ANSA) - GENOVA, 14 MAG - La curia di Genova ha disposto la sospensione di don Riccardo Seppi,arrestato per pedofilia, dal ministero pastorale e la revoca dall'ufficio della confessione.Nella chiesa di S.Spirito e' stato letta una nota del card Bagnasco in cui esprime 'sconcerto e dolore' per la vicenda e la sua 'vicinanza ai familiari delle vittime'.Inoltre fa sapere di avere piena fiducia nella magistratura.Al momento il parroco e' accusato di 'comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti'.

Tags: pedofilia
 
05 Maggio 2011

L’omosessualità è curabile. Parola di monsignor Rigon

Psicoterapia per curare all'origine questo problema


“Il problema dell'omosessualità è indotto perché non si nasce omosessuali: la nascita dell'omosessuale, nel senso di disfunzione ormonale o fisica, è rarissima”.  Con queste parole il vicario giudiziale, monsignor Paolo Rigon, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Ligure, riapre l’annoso problema della visione cattolica dell’omosessualità. E ignorando, ancora una volta, che ormai dal 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità ha depennato l’omosessualità dalle malattie mentali e l’ha descritta come una variante naturale dell’orientamento naturale, si riaffaccia dal mondo cattolico la tesi della curabilità dell’omosessualità.

Alla presenza dell'arcivescovo di Genova, e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, monsignor Rigon ha spiegato infatti che ''bisogna dunque prenderla dall'inizio, perché se presa dall'inizio, attraverso la psicoterapia, si può superare''. ''Se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza, se il problema si pone, è un problema che si risolve'',  ha detto citando i risultati ottenuti in questo modo dal consultorio familiare della diocesi, mentre ''quando purtroppo l'omosessualità è incancrenita - ha concluso - è difficile''.

Le associazioni Arcigay, Arcilesbica Genova e Gaylib Liguria stanno preparando due esposti, da presentare agli ordini dei medici e degli psicologi, sulle ''gravi affermazioni'' di monsignor Paolo Rigon. Il vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico della Liguria è accusato dalle associazioni di avere espresso ''posizioni antiscientifiche secondo cui l'omosessualità va affrontata come una patologia e curata con la psicoterapia''.  “Nel caso si trattasse delle cosiddette Terapie Riparative - e' la reazione di Arcigay - si tratterebbe di un caso gravissimo, essendo queste rigettate dalle organizzazioni scientifiche, secondo le quali l'omosessualità è una variante naturale normale e positiva della sessualità umana e tali 'terapie' sono dannose per chi le subisce, oltre che prive di ogni risultato''.

Per Mario Moisio, referente di Gaylib Liguria, e' ''gravissimo anche il fatto che sia menzionato un consultorio che affronterebbe questo 'problema' e che riuscirebe a 'risolverlo'''. A tale riguardo, Gaylib Liguria chiede che ''ogni dato, resoconto e informazione relativa alla pratica di tali terapie e dei loro risultati sia resa pubblica e discussa nelle sedi competenti con personale qualificato''. Si tratta, secondo l'associazione, di teorie che non hanno ''nulla di scientifico'' e che ''non vanno affatto sottovalutate - conclude Moisio - in virtu' della possibilita' di diffusione che posso avere negli strati di popolazione culturalmente meno preparata e meno consapevole''. Una esposto-denuncia arriverà anche all’autorità giudiziaria dalla Casa della Legalita' di Genova, una onlus, per le ''espressioni ingiuriose e intrinsecamente capaci di istigazione alla violenza privata per oggettiva concezione razzista''. A presentarlo sarà Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalita' di Genova, che chiede di ”valutare ogni iniziativa ritenuta idonea a impedire il possibile perpetuarsi dei comportamenti delittuosi”.

Sulla Stampa il vaticanista Giacomo Galeazzi riporta, in proposito, le tesi del teologo Gianni Gennari e quelle del vescovo di Mazara, Domenico Mogavero. «L’esercizio della sessualità in versione omosessuale è – dice Gennari – una violazione della legge morale ebraico-cristiana, dunque è infondato il richiamo alla sua “naturalità”». La natura umana «non è una natura perfetta, bensì segnata dal limite della peccabilità». Il catechismo parla di peccato originale. «Certe azioni verrebbero “naturali” (invidia, ira, appropriazione delle realtà e delle persone altre a scopo di potere) ma sono peccati», sottolinea Gennari. Perciò «dire che l’esercizio della omosessualità è peccato è parte del dovere di verità nell’ambito religioso dell’etica cristiana». «Gli atti di omosessualità sono - dice il vescovo Mogavero - intrinsecamente disordinati e contrari alla legge naturale, dunque in nessun caso possono essere approvati, ma ciò non significa che con le persone omosessuali non debbano trovare ascolto e comprensione nella Chiesa».

Nel maggio 2010, a pochi giorni da una conferenza a Brescia dal titolo "Identità di genere e libertà. Due giornate di formazione con Joseph Nicolosi" (psicologo americano noto per il suo impegno nella diffusione delle teorie riparative), l'Ordine degli psicologi della Lombardia ha tenuto a ribadire che "le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi".

Il presidente dell'ordine, il dottor Mauro Grimoldi nella stessa occasione ha ricordato che "le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l’A.P.A. (American Psychological Association), di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.” “Pertanto – ha concluso Grimoldi – condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’.”

 
01 Agosto 2010

Papa/Gb: Fedeli Britannici Dovranno Pagare Per Vederlo

(ASCA) - Roma, 29 lug - I cattolici britannici che sperano di poter vedere papa Benedetto XVI durante uno degli eventi pubblici del suo viaggio in Gran Bretagna, come la veglia di preghiera a Hyde Park o la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman a Birmingham, dovranno pagare per farlo. Lo riferisce la stampa anglosassone. Gli organizzatori della visita hanno infatti vietato ai fedeli singoli di partecipare 'in proprio' agli eventi papali: per farlo, e' necessario unirsi a un gruppo parrocchiale, guidati da un 'leader' del pellegrinaggio. Molti di questi gruppi, per il trasporto fino al luogo degli eventi papali, chiedono il pagamento di una quota fino a 25 sterline. In cambio, i fedeli riceveranno anche un 'kit del pellegrino'

Tags: papa
 
02 Giugno 2010

Riciclaggio, rapporti con lo Ior sotto inchiesta dieci banche

ROMA - Rapporti sospetti con lo Ior, la procura di Roma indaga su dieci banche. Gruppi del calibro di Unicredit e Intesa San Paolo, realtà più modeste come la Banca del Fucino fondata dai principi Torlonia, che ogni giorno scambiano operazioni per centinaia di milioni con l'Istituto opere di religione del Vaticano, "uno schermo" per i clienti, che si teme possa celare operazioni di riciclaggio. Perché dietro il bonifico o la transazione c'è soltanto un acronimo: Ior. Mai o quasi mai una persona fisica o giuridica. Origine e destinazione degli assegni risultano coperti dal diaframma della banca estera.


L'allarme è arrivato circa un anno fa dall'Unità di informazione finanziaria, la struttura di "financial intelligence" di Bankitalia, che ha mobilitato la Guardia di finanza. Si indaga per la violazione della legge 197 del 1991 che ha introdotto nel nostro ordinamento tre obblighi fondamentali per gli intermediari finanziari: l'identificazione dei soggetti coinvolti in una transazione, la registrazione dei dati nell'"archivio unico informatico", la segnalazione di eventuali operazioni sospette. Regole pare non sempre rispettate.
 I magistrati romani hanno scoperto che lo Ior usava in modo cumulativo, senza fornire alcun dato di identificazione, un conto corrente aperto nella filiale 204 dell'ex Banca di Roma (oggi Unicredit) in via della Conciliazione al confine con le Mura Leonine. In un paio d'anni su quel conto sono transitati 180 milioni di euro. Su questo caso specifico, la prassi è stata abbandonata con l'integrazione Unicredit. 

Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Stefano Rocco Fava sospettano che attraverso i conti istituzionali intestati alla banca vaticana sia transitato e probabilmente continui a passare denaro per singoli individui. L'ipotesi investigativa è che soggetti con residenza fiscale in Italia abbiano usato o utilizzino lo Ior come "schermo" per nascondere reati di vario genere, dalla truffa all'evasione fiscale. "Si tratta di conti sconosciuti e protetti da una sorta di diaframma messo in atto dallo Ior", spiegano gli inquirenti. Conti soltanto misteriosi? "Decisamente sospetti". Quando la magistratura ha chiesto nomi e cognomi, quelli forniti non hanno retto alla verifica. La Guardia di finanza ha infatti accertato almeno un paio di casi di beneficiari fittizi delle somme transitate. Cioè i nomi forniti sono risultati falsi. In questo caso le norme antiriciclaggio sono state violate. Scatteranno le sanzioni. 

La magistratura italiana non può intervenire sulla banca vaticana, l'unico strumento di cui dispone è la rogatoria internazionale, usata per esempio dalla procura di Perugia per scoprire i fondi neri di Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei Lavori pubblici travolto dall'inchiesta sugli appalti del G8. I pm romani non escludono il ricorso alla rogatoria ma per il momento puntano su una decina di banche italiane con consistente e quotidiano volume di scambio con lo Ior. Il primo obiettivo dell'indagine è identificare i reali beneficiari di titoli e operazioni da decine o centinaia di milioni. Il sospetto dei pm è che dietro la sigla Ior si possano celare persone fisiche o società che tramite i conti schermati abbiano costituito un canale per il flusso di denaro tra la banca del Vaticano e l'Italia.

La Repubblica.it

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/01/news/riciclaggio_banche-4483288/

Tags: ior
 
19 Aprile 2010

E poi dicono che non c'è conflitto d'interessi...

EUCARESTIA PERMESSA A BERLUSCONI, AVVOCATO SCRIVE AL PAPA


Perchè lui si mentre gli altri non possono? Questa la sinossi di una lettera che l'avvocato Giuseppe Fabio Fabiani, di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ha indirizzato a papa Benedetto XVI° in base alle riprese delle esequie di Raimondo Vianello dove si vede un sacerdote, filmato dalle telecamere di Mediaset, dare l'eucarestia al premier Silvio Berlusconi, divorziato dalla prima moglie e separato dalla seconda. E arriva subito la polemica sul notorio divieto, ai divorziati, di accedere al sacramento dell'eucarestia, regola che però non pare essere valida per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Scrive nella lettera indirizzata al pontefice: "Perchè non dare la possibilità di far ricevere la comunione a tutti gli altri comuni mortali che per vari motivi sono separati o sono stati costretti a separarsi o divorziare e da buoni cristiani soffrono per il divieto loro imposto? Ancora più quando in televisione vedono che vi è differenza di trattamento anche nella religione tra loro e alcuni privilegiati".

L'avv. Giuseppe Fabio Fabiani chiede quindi a Papa Benedetto XVI° "di farmi conoscere privatamente o pubblicamente in base a quale privilegio Silvio Berlusconi è esonerato da detto divieto".

Si ricorda che il Papa si era espresso sul tema, proprio in risposta a Berlusconi. La domanda fa riferimento a un articolo in cui il Pontefice disse testualmente: «Solo i “puri”, coloro che non sono macchiati dal “peccato”, possono ricevere l’ostia consacrata». «Il peccato grave – aveva proseguito Benedetto XVI – si oppone all’azione della grazia eucaristica”. Ricevere l’assoluzione prima di avvicinarsi all’eucarestia, è indispensabile per la religione cattolica. Assoluzione che può essere data solo se il fedele si assume l’impegno a non continuare nel peccato: per questo viene negata ai divorziati risposati che non rinunciano all’unione sessuale».

Tags: comunione
 
10 Aprile 2010

La verità viene a galla!

Canada: Vaticano coprì prete pedofilo 

Si tratta di Bernard Prince,condannato nel 2005 a 4 anni carcere

 

09 aprile, 20:22

(ANSA) - WASHINGTON, 9 APR - Vaticano e vertici della Chiesa canadese hanno tentato negli anni '90 di tenere segreta il caso di un sacerdote accusato di pedofilia.

 

Lo scrive il giornale canadese The Globe and Mail raccontando il caso di Bernard Prince, che proprio per tenerlo lontano dal Canada,venne perfino trasferito a Roma dove divenne Segretario dell'opera missionaria.Il sacerdote, accusato dalla Polizia canadese di aver abusato di almeno 13 minori tra il '64 e l'84, venne condannato nel 2005 a 4 anni di carcere.

 


Stampa Usa accusa: Ratzinger nell'85 non rimosse prete

 

09 aprile, 20:59

NEW YORK  - Nel 1985, anni prima di diventare Papa, il cardinale Joseph Ratzinger sconsigliò di ridurre allo stato laicale un sacerdote californiano che aveva molestato minori. E' quanto si legge sul Washington Post che - riprendendo una notizia dell'Associated Press - cita una lettera del 1985, firmata da Ratzinger, in cui si esprimevano preoccupazioni sugli effetti che la rimozione di un prete avrebbe avuto "per il bene della chiesa universale". La corrispondenza è stata ottenuta in esclusiva dall'Ap e secondo l'agenzia "rappresenta la sfida finora più forte all'insistenza che Ratzinger, l'attuale Papa Benedetto XVI, non giocò alcun ruolo nel blocco della rimozione dei preti pedofili quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede". La lettera è parte di anni di corrispondenza tra la Diocesi di Oakland e il Vaticano sull'opportunità di ridurre allo stato laicale padre Stephen Kiesle. Il Vaticano ha confermato all'Ap la firma di Ratzinger sulla lettera ma non ha voluto fare commenti sul contenuto.

La diocesi di Oakland raccomandò nel 1981 la rimozione di Kiesle dal sacerdozio ma il caso languì per quattro anni in Vaticano prima che nel 1985 Ratzinger rispondesse al vescovo John Cummins. Nella lettera in latino del novembre 1985 Ratzinger scrive che gli argomenti per la rimozione di Kiesle sono di "grande significato" ma aggiunge che tali azioni richiedono attenta revisione e più tempo. Il cardinale chiede al vescovo di assistere Kiesle "con la maggior cura paterna possibile" in attesa della decisione, secondo una traduzione fatta all'Ap da Thomas Habinek, classicista della University of Southern California. Ma il futuro papa - sempre secondo l'Ap - notò che la decisione di spretare Kiesle doveva tener conto "del bene della chiesa universale" e del "danno che questa dispensa avrebbe provocato all'interno della comunità dei fedeli, particolarmente in considerazione della sua giovane eta". Kiesle all'epoca aveva 38 anni. Il sacerdote aveva già avuto problemi con la giustizia: nel 1978 era stato condannato a tre anni di libertà vigilata per atti osceni su tre ragazzi nella canonica di una chiesa di San Francisco. Alla fine del periodo di libertà vigilata, il prete aveva chiesto di lasciare il sacerdozio e la diocesi aveva inviato a Roma i documenti necessari. Kiesle venne finalmente spretato nel 1987. Un avvocato che rappresenta alcune delle vittim di Kiesle, Irwin Zalkin, ha detto di essere a consecnza della corrispondenza: 'Il Cardinale Ratzinger - ha dichiarato all'Ap - era più preoccupato di evitare lo scandalo che di proteggere i minori. Questo è un tema centrale".

 

Tags: pedofilia
 
23 Marzo 2010

Pedofilia, vescovo di Treviri: “la Chiesa ha insabbiato”

“Ne dobbiamo prendere atto con dolore”. Ackermann fra l’altro si è detto “ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati”.

(ANSA)  L’incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali, il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, in un’intervista ad un giornale ha ammesso che la Chiesa cattolica si è resa colpevole di “insabbiamento” o “occultamento” di crimini pedofili commessi in istituzioni religiose.


“In base alle conoscenze che abbiamo attualmente c’é stato un insabbiamento”, ha dichiarato Ackermann in un’intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Rhein Zeitung sul suo sito internet. Nel rispondere alla domanda se “la Chiesa cattolica” si sia “resa colpevole di occultamento”, il vescovo ha aggiunto: “ne dobbiamo prendere atto con dolore. Dove non c’è stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c’è stato occultamento”.


Stephan Ackermann, il vescovo di Treviri responsabile centrale per gli accertamenti sui casi di abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici su bambini e adolescenti in Germania, ha detto che – sebbene la questione non sia centrale – si sta valutando come risarcire le vittime di preti pedofili. “Ho ricevuto molte chiamate il cui senso è che il denaro non sia in primo piano”, ha riferito Ackermann in un’intervista alla Rhein Zeitung. “Ma la questione dei risarcimenti è ovviamente nell’aria”. Nel ricordare che è stato promesso “sostegno economico” a persone abusate che necessitano di “terapie” psicologiche, il capo-inquisitore tedesco ha aggiunto che “bisogna discutere se per le vittime vi debba essere una forma di riconoscimento materiale o immateriale”. Ackermann fra l’altro si è detto “ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati”.



http://www.siciliamagazine.com/?p=1490

Tags: pedofilia
 
23 Gennaio 2010

La chiesa vuole dominare anche il web

"(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN - Si apre una 'nuova era', quella dell'evangelizzazzione del web: questo l'invito del Papa lanciato alla Chiesa.

Il messaggio di Benedetto XVI alla vigilia della 44/a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali e' inteso a guardare a Internet con entusiasmo e audacia.Il papa esorta i sacerdoti a diventare navigatori della rete e a portare la parola di Dio nel grande continente digitale,perche' tutto il mondo digitale rappresenta una grande risorsa per l'umanita'."



Prepariamoci alla conquista e al dominio della chiesa di quest'ultima forma di libertà di parola che ci è rimasta!

E questo conferma che la chiesa vuole dominare tutto convertendo tutti alla sua religione.

 
13 Dicembre 2009

Italia laica? i numeri dicono di no

L'Italia è un paese laico?
se lo si legge sulla carta si...ma in pratica direi proprio di no!

Diamo qualche numero:
ogni anno il vaticano riceve l'8 per mille dal 45% dei cittadini italiani più il 90% della parte di quelli che per pigrizia non fanno una scelta. In totale si arriva al 72% con una somma di circa 1.000.000.000 (un miliardo) di € l'anno. Di questi soldi, che in teoria dovrebbero essere destinati ad opere di carità, dalle cifre ufficiali della C.E.I. il 46% viene destinato "alle opere di culto del papa" (adunate oceaniche, viaggi papali, ecc.), il 34% al sostentamento del clero e solo il 20% ad interventi caritatevoli anche se una gran parte viaene destinata all'opera missionaria e quindi "propaganda" nelle aree nn cristiane.
Direttamente dallo Stato arrivano 258 milioni per le scuole cattoliche, 44 mioni per le università cattoliche, 20 milioni per la sola università opus dei e 478 milioni per i 15000 insegnati di religione.
In più si aggiungono i finanziamenti di sanità gestiti da istituzioni cattoliche.
In totale un altro miliardo di €.
la chiesa gestisce:
1853 ospedali e case di cura
729 orfanotrofi
534 consultori medici
136 ambulatori
10 grandi ospedali
111 ospedali di media dimensione
504 seminari
6228 scuole materne ed asili
1280 elementari
1136 secondarie
5 grandi università
130 atenei
118 sedi vescovili
12314 parrocchie
quasi altrettanto oratori
360 case generalizie di ordini religiosi
1000 conventi maschili e femminili
più un vastissimo patrimonio immobiliare nella sola metropolitana di Roma, dentro e fuori le mura aureliane, pari ad "un quinto" dell'area urbana.
E SU TUTTO QUESTO IMMENSO PATRIMONIO IL VATICANO NON PAGA NEMMENO 1 EURO DI TASSE.
Le istituzioni statali italiane perdono ogni anno intorno ai 9,5 miliardi di €!!! Per l'esenzionde dell' ICI i comuni hanno perso 12 miliardi di € l'anno (altro che evasione fiscale).
La chiesa cattolica non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici costa agli italiani come il sistema politico.
E poi ci chiediamo come mai l'Italia è così indietro.

Altra postilla.
L'acqua consumata dal vaticano, da bere e quella usata per innaffiare i giganti giardini in loro possesso, viene pagata da noi italiani!. In base ai patti lateranensi il vaticano non ha mai pagato 1 € per il consumo dell'acqua (5 milioni di metri cubi annui). Inoltre le acque di scarico andavano a finire direttamente nel tevere e nel 1999 furono installati dei depuratori per una cifra di 44 miliardi di lire ovviamente, inutile ormai ripeterlo, pagati dallo stato italano.

Io mi chieso: se i vari cittadini italiani che tirano le cinghia per arrivare a fine mese, che pagano affitto, mutuo, bollette di gas luce acqua ecc ecc fossero a conoscenza dettagliatamente di tutte queste porcherie, continuerebbero a dare l'8 per mille alla chiesa e a votare i politici che continuano a convogliare i soldi dello stato nelle tasche vaticane con accondiscendenza bi-partizan?

 
23 Novembre 2009

Comunione negata a un figlio di Ted Kennedy "E' a favore dell'aborto"

Washington - Il vescovo cattolico di Rhode Island, Thomas Tobin, ha negato a Patrick Kennedy, uno dei figli del senatore Ted Kennedy, il sacramento della comunione in quanto l'esponente del partito Democratico pur essendo di fede cattolica è favorevole all'aborto. Lo ha dichiarato lo stesso Kennedy in un'intervista pubblicata oggi sul sito del quotidiano del Rhode Island The Providence Journal. "Questa decisione - scrive il quotidiano - inasprisce in modo significativo un contenzioso in corso da tempo tra il vescovo Tobin, un ultraconservatore, e Parick Kennedy, uno dei figli della più famosa famiglia cattolica degli Stati Uniti".

Stando a quanto riporta il quotidiano, Patrick Kennedy ha detto che Tobin gli ha negato il suo diritto di cattolico praticante a ricevere la comunione. "Il vescovo mi ha ordinato di non prendere la comunione e mi ha detto di aver ordinato a tutti i sacerdoti della sua diocesi di attenersi a questa indicazione" ha detto nell'intervista Patrick Kennedy, 42 anni, terzo figlio del senatore scomparso il 25 agosto scorso. L'intervista, precisa il giornale, è stata rilasciata venerdì scorso e pubblicata oggi.

Secondo Patrick Kennedy, che è deputato alla Camera in rappresentanza del primo distretto del Rhode Island, il divieto a fare la comunione deriva dalla sua posizione favorevole all'aborto. "Il vescovo Tobin mi ha spiegato che non sono un buon praticante a causa delle posizioni che ho assunto come rappresentante pubblico", in particolare per quanto riguarda la difesa dei diritti di coloro che sono favorevoli all' interruzione di gravidanza.



Tags: comunione
 
19 Novembre 2009

Prete a luci rosse 17/11

Ecco il video delle iene del 17/11 che è la continua dei video precedenti con l'intervista al prete


 
18 Novembre 2009

Prete a luci rosse

Publico il video delle iene sul prete a luci rosse

a presto anche il nuovo video con l'intervista al prete



Tags: prete
 
22 Ottobre 2009

Il lato oscuro di Madre Teresa

Posto un video suggeritomi da Alessandro - Ilpiccoloinformatico che ringrazio

Farò delle ricerche per verificare la vericità di questo video


 
21 Ottobre 2009

Video delle Iene prete giocherellone

Vi posto i video delle Iene delle puntate del 13/10 e del 20/10 su un prete a cui piace divertirsi

Questi video cadono a pennello :)




Tags: iene
 
09 Ottobre 2009

Preti pedofili

“Avveniva notte dopo notte. Nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni”. “Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia“. E ancora. “Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un’esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici“. “Avveniva nella sua stanza all’ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda“. “Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui. Nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato“. “A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia, il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata“. “Ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi. Anche sotto l’altare”.

Settantatré casi di presunti abusi sessuali su minori in dieci anni, più di 235 vittime. Sono i dati allarmanti contenuti in un’inchiesta dell’Associated Press sugli scandali a sfondo sessuale che hanno coinvolto preti cattolici in Italia. Quello che ne emerge è una realtà di soprusi circondata per decenni da una cultura del silenzio, in un Paese dove la Chiesa è una delle istituzioni più rispettate, una realtà che però sta lentamente venendo alla luce grazie a un movimento che vuole smascherare e sradicare i colpevoli. Il conteggio dell’Ap è basato sulle cronache locali e sui siti e blog delle vittime di abusi. I numeri – osserva l’autrice dell’inchiesta, Nicole Winfield – sono ancora irrisori rispetto alle centinaia di casi all’esame dei tribunali statunitensi o irlandesi. Basti pensare che la Chiesa italiana finora è stata costretta a pagare soltanto qualche centinaio di migliaia di euro come risarcimento alle vittime, rispetto ai 2,6 miliardi di dollari calcolati per la diocesi americana e gli 1,1 miliardi di euro (1,5 miliardi di dollari) stimati per le vittime in Irlanda. Ma questo non significa che i casi di abusi italiani non abbiano ripercussioni, tutt’altro: con 50.850 preti su una popolazione di 60 milioni di abitanti, l’Italia ha più sacerdoti di tutto il Sud America o dell’Africa. Negli Stati Uniti – dove il Vaticano può contare su 44.700 preti per una popolazione di 300 milioni – dal 1950 ad oggi sono stati accusati di molestie a minori più di 4mila preti cattolici. I casi italiani, d’altronde, seguono più o meno lo stesso schema di quelli americani e irlandesi: spesso i sacerdoti  hanno preso di mira poveri, disabili fisici o mentali, oppure tossicodipendenti affidati alle loro cure.

L’Associated Press dedica ampio spazio al caso dell’Istituto Antonio Provolo di Verona, reso pubblico lo scorso gennaio da un’inchiesta dell’Espresso in cui risultava che decine di bambini e ragazzi sordi fossero stati violentati e molestati dagli insegnanti-sacerdoti almeno fino al 1984. Accuse sottoscritte da oltre sessanta fra ex alunni e alunne dell’ Istituto e rese pubbliche solo dopo le parole di condanna del Papa contro i sacerdoti pedofili. Purtroppo, tutti i reati che sono stati commessi ai danni di quei minori sono ormai prescritti e pur avendo testimonianze scritte e filmate alcuni di quei sacerdoti, ormai anziani, sono ancora in servizio nell’ Istituto. Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni, qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il ‘bello’ della sua classe. E solo ora tira fuori l’incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: “Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli“. Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato, molto famoso a Verona.

Ma nell’indagine dell’ Ap si citano anche vicende di incitamento alla prostituzione o partecipazione a riti satanici. Su tutto, pesa l’incertezza della pena. Quando ci sono state sentenze giudiziarie, osservano, si è passati da due anni con la condizionale a otto anni di carcere, anche se “con l’ormai nota lentezza del sistema giudiziario italiano, non è dato stabilire quante di queste condanne verranno effettivamente scontate“. Quando invece si è trattato di patteggiare un risarcimento, le cifre variano dai 15mila ai 150mila euro per vittima. E troppo poco coraggio, quando si tratta di queste vicende, anche da parte dei media più indipendenti. In più c’è una certa ritrosia nelle piccole città italiane, dove non si parla di sesso e figurarsi di sesso fra un prete e un bambino. “E’ il top dei tabù” ha detto Jacqueline Monica Magi, il giudice che segue i casi di pedofilia “questo è il provincialismo dell’ Italia”. “Come avrei potuto dire a mio padre che un prete faceva sesso con me ?”, Alessandro Vantini, 59 anni, ha raccontato tutto all’ Ap con il linguaggio dei segni, “non potevi parlarne ai tuoi parenti perché loro ti avrebbero picchiato”. E Gianni Bisoli, 60 anni, ha accusato di prolungate molestie sessuali, monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona, morto nel 1981 e in odore di beatificazione. Un’inchiesta della diocesi di Verona scagiona Carraro, ma le testimonianze non riguarderebbero le presunte vittime e si limiterebbero a coinvolgere altri membri della Congregazione e loro affiliati, personale della scuola e documentazione interna. Il processo di beatificazione è stato sospeso, ma adesso è tutto nelle mani del Vaticano. L’attuale vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti inizialmente aveva accusato gli ex studenti di fabbricare menzogne, ma quando uno dei religiosi accusati ha ammesso le relazioni sessuali, si è visto costretto ad ordinare un’inchiesta interna. Il risultato ha accertato che alcuni abusi sarebbero avvenuti realmente.

Nel 2002 quando scoppiò lo scandalo negli Stati Uniti, monsignor Betori aveva giustificato il non aver affrontato la questione nella Conferenza Episcopale, con il fatto che in Italia gli abusi sessuali fossero molto limitati. Ora, invece, i prelati italiani e il Vaticano sembrano aver capito che il problema è molto più serio. Monsignor Charles Scicluna della Congregazione per la Dottrina della Fede che segue tutti questi casi ha ammesso che le pubbliche denunce in Italia sono in aumento da quando è scoppiato lo tsunami negli States. “C’è un cambio di mentalità”-riferiscono dall’ Ap-“e questo può essere molto positivo”. “E’ accaduto”- dice Scicluna-“è importante che se ne parli, altrimenti non possiamo come Chiesa aiutare quelli che ne hanno bisogno. Vittime e carnefici”.

Parliamone, aggiungiamo noi. Perché questi reati non cadano in prescrizione e perché chi li ha commessi possa essere giudicato da un Tribunale e non da una diocesi. O peggio, una Congrega.

Di seguito posto alcuni video trovati nella rete (se non li vedete apparire basta aggiornare la pagina, comunque sono presenti nella mia videogallery).










 
16 Settembre 2009

Coro gay in parrocchia, arriva lo sfratto L'intervento dell'arcivescovo cita Ratzinger

Un coro gay che si riuniva per le prove nella sala di una parrocchia: l'esperimento ha avuto vita breve. Nessun problema di convivenza tra parroco e coro, neanche lamentele dei parrocchiani. Ma l'intervento dell'arcivescovo, che ha ricordato al parroco, citando addirittura Benedetto XVI, la posizione della Chiesa sull'omosessualità. Il coro «omofonico» Komos dovrà così lasciare la parrocchia. Ancora un trasloco, dopo che a metà luglio, tra le polemiche della Curia, la formazione canora gay composta da 25 uomini aveva ottenuto una sala prove all’interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara, nella peiferia della città. Dopo l’esordio a novembre nella sede dell’Arcigay bolognese, il coro, diretto da Paolo Montanari, aveva cambiato «casa» per problemi di acustica e dissapori con l’associazione. Montanari aveva allora bussato alla parrocchia della Beverara per chiedere una sala, una volta a settimana. Il parroco, don Nildo Pirano, classe 1937, aveva accettato dandogli anche la chiave del salone. Ma ieri sera lo stesso parroco ha dovuto dare la notizia dello «sfratto» al direttore Paolo Montanari. «Con dispiacere», ha aggiunto don Nildo nella lettera consegnata al direttore del coro.

LA LETTERA - E in questa lettera, che spiega il perché dell'addio, il parroco ha citato un messaggio ricevuto dall’arcivescovo Carlo Caffarra il 7 agosto che, ha riferito Montanari, gli ha ricordato l’esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986. Il documento citato da Caffarra è una lettera che la Congregazione ha rivolto a tutti i vescovi «sulla cura pastorale delle persone omosessuali». Una pastorale scritta, a nome della Congregazione, 13 anni fa dall'allora cardinale Joseph Ratzinger non ancora Papa. «Comunico con dispiacere l’impossibilità di continuare ad accogliere il vostro coro nei locali della parrocchia», è l’incipit della lettera. E subito dopo: «Questo per una precisa disposizione di una lettera della Congregazione per la dottrina della fede in data 1 ottobre 1986, che io non conoscevo, e che mi è stata ribadita perentoriamente dal cardinale arcivescovo in persona, con lettera a me inviata in data 7 agosto 2009». Amareggiato e deluso il direttore del coro: «con una certa ingenuità ho creduto che questa sistemazione potesse durare». E a questo punto, lancia un appello perché Komos, il primo coro in Italia solo al maschile e specializzato in musica classica, non muoia. In particolare, si rivolge «al Comune e a tutte le associazioni bolognesi (nonchè singoli cittadini)» per chiedere «se esiste uno spazio adatto alla musica per ospitarci».

Renato Benedetto
15 settembre 2009

Corriere di bologna

Tags: gay
 
11 Settembre 2009

Gay scomunicati

Chierichetto gay si confessa a Ciao Darwin: scomunicato

Pubblicato da agayn in Cronaca Gay.
Martedì, 20 Novembre 2007.

E’ bastata una sola registrazione tv, durante una puntata di Ciao Darwin (che vedremo stasera su canale 5), a stravolgere la vita di Alberto Ruggin, ventenne di Este (Veneto), schierato nei circoli di centro-destra denominati “delle libertà“, reo di aver candidamente ammesso la sua omosessaulità davanti alle telecamere tanto da essere “scomunicato” dal parroco del suo paesello che lo ha invitato a non partecipare alla Santa Messa.
La puntata durante la quale si sono sfidati etero contro gay, Alberto naturalmente ha gareggiato nella squadra degli omosessuali, è stato registrata il 15 novembre scorso ma soltanto stasera potremo vederla tutti.
Ed anche se non è andata ancora in onda, ha già sortito i primi nefandi effetti. La partecipazione di Alberto allo show, infatti, era stata preceduta da alcune dichiarazioni rilasciate ai giornali, tanto interessati alla faccenda soprattutto perché il giovane ventenne è uno dei pù promettenti e impegnati sostenitori della campagna giovanile di Forza Italia, partito che notoriamente non dà grandi speranze e sbocchi alla questione dei diritti gay.
Tali dichiarazioni hanno messo in allarme il paese di Alberto (Este, in provincia di Padova) e soprattutto Don Paolino, l’anziano parrocco che la ha invitato a non entrare in Chiesa per via della sua omosessaulità, accusandolo di aver mentito a lui e alla comunità tutta.
A nulla sono bastati i sette anni da capo chirichetto eseguiti con coscienza dal giovane, nè tantomeno l’impegno nel sociale sempre professato. La Chiesa non lo vuole più.
Questa la dichiarazione di Alberto al Gazzettino Veneto: “Non lo faccio per dire al mondo che sono un omosessuale, vado in quel programma perché mi piace fare tv ed ho già fatto il figurante in alcune trasmissioni. Anzi, mi spiace usare l’omosessualità per avere questa visibilità. Molti, anche se in tanti lo sanno già, sapranno solamente martedì sera che sono gay e sorgeranno certamente dei problemi, ma la cosa non mi spaventa affatto”.
Bravo Alberto.


Fano, prete scomunica coppia gay
29/07/2008 - Il Messaggero

Anatemi contro il matrimonio gay - con tanto di nomi e cognomi e qualifiche professionali - dal pulpito della chiesa di San Giuseppe al Porto a Fano (PU).
Non sara' certo facile dimenticare l'omelia che il sacerdote della parrocchia del porto ha pronunciato sabato pomeriggio, poco dopo le 17, nel bel mezzo del rito celebrato per unire in matrimonio una coppia fanese.."classicissimi" lui&lei.
Nel mirino del parroco gli ormai celebri fidanzati omosessuali fanesi Fausto Schermi ed Elvin Van Dijk, dirigente comunale il primo e dj-animatore il secondo, che lo scorso 17 Luglio dopo anni e anni di convivenza sotto lo stesso tetto (21 per la precisione) hanno annunciato la decisione di covolare a nozze in Olanda, paese originario di Elvin in data 16 Agosto.
Inevitabile che la notizia non scatenasse una serie di reazioni nella società fanese chiamata per la prima volta a confrontarsi "sul serio" con un matrimonio gay. Unione che i due hanno pubblicizzato dai microfoni di una radio locale "per infondere coraggio in coloro che si sentono costretti a vivere con disagio la propria natura". Ma per Fausto ed Elvin la questione riguarda anche i diritti civili: dalla pensione di reversibilità al sostegno in caso di malattia fino ad altri ostacoli che la vita può riservare. Concetti e principi che se da un lato hanno ulteriormente convinto chi era a favore delle unioni gay, dall'altro hanno acuito la spaccatura con chi le ha sempre ritenute destabilizzanti dei principi cardine della famiglia.
E nel pieno dell'omelia nuziale, davanti a sposi ed invitati attoniti, il celebrante ha lodato l'esempio dato dai due giovani che stava unendo in matrimonio e non ha avuto remore a condannare la decisione della coppia gay, mettendo all'indice dall'altare - pronunciando tanto di nome, cognome e qualfiche professionali - Elvin Van Dijk e Fausto Schermi, quest'ultimo dirigente presso i servizi educativi del Comune. "E a costui dovremmo affidare l'educazione dei nostri figli?" ha sentenziato con ironia il sacerdote davanti ad una platea a metà tra l'incredulo e l'ammutolito.





Questi articoli sono solo un esempio di discriminazione esistente all'interno della chiesa.
La chiesa non se la prende con i gay in quanto tali, ma con l'atto sessuale. Pretenderebbe che gli etero possano vivere una vita sessuale mentre gli omo dovrebbero reprimersi e guardare gli altri che si divertono!!
Tanti cattolicissimi la pensano così, i gay dovrebbero vivere in astinenza ,mentre parecchi di loro in quanto etero, sono i primi a fare quello che vogliono!!
Ognuno ha il diritto di vivere appieno la sua vita, etero o gay che sia, sempre nel rispetto dell'altro e degli altri!!

Tags: gay scomunica
 
08 Settembre 2009

Lecce, cambia sesso organista della cattedrale "Licenziato" dalla Curia

Il Giornale

martedì 08 settembre 2009, 13:13

Lecce - Il cambio di sesso costa il posto al direttore del coro della cattedrale. Marco Della Gatta fino al 31 agosto scorso era organista e direttore del coro della cattedrale del capoluogo salentino, ma dall’anno scorso ha deciso di dare spazio a quel che sentiva dentro e ha deciso di cambiare sesso. Marco da donna ha deciso di chiamarsi Luana Ricci. Marco-Luana racconta di essersi diplomata al Conservatorio di Lecce nel 1984 e poi in musica jazz a quello di Bari e di aver poi lavorato dal '91 per l’attività musicale liturgica della Cattedrale.

I figli Una ventina di anni fa si è anche sposata e ha avvuto due figli, oggi di 18 e 15 anni. "Sia loro sia mia moglie - dice Luana - mi amano per quella che sono, non avrei mai pensato che la mia condizione personale potesse crearmi problemi sul lavoro". Dalla Cattedrale Luana racconta di aver avuto il benservito senza spiegazioni, con giri di parole per farle intendere quale fosse il motivo della sua estromissione. Anche ai giornalisti che chiedono conferme nessuna risposta né dal parroco, don Francesco Leone, né dalla Curia.

Tags: curia sesso
 
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